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Critica "OPERA" PDF Stampa

OPERA

"GIUSEPPE GENTILI"

OPERA, è la vita, il pensiero , le mani di un Uomo: Giuseppe Gentili, che mai si ferma  e s’acquieta, ma tutto è il fermento di un movimento che non ha fine, che segue un disegno consapevole e logico, dai contorni metafisici e le connotazioni cubo-futuristiche , le quali approdano ad  un’Arte , la Sua , in una condizione  fuori” dall’ordinario”, e che per lo stile può essere collocata, tra l’antico è il moderno.
Giuseppe Gentili, è il narratore di un epoca straordinaria che sta volgendo al termine ,  in cui l’uomo del suo tempo con la forza delle sue mani, e la maestria del suo ingegno ha rivoluzionato il rapporto uomo-macchina, e di cui il primo è diventato funzione del secondo. Da qui l’Opera di Gentili  la quale, assume anche un  valore storico, divenendo  una sorta di  icona , un “feticcio“ del rapporto insano dell’Uomo con la macchina, ma soprattutto del rapporto “strano” tra l’uomo e l’Assoluto che l’ha creato ,in quanto l’Uomo è : la Macchina-Mostro, cioè  la migliore macchina mai creata, è al contempo il peggior mostro mai esistito.
In ogni “creatura” di Giuseppe Gentili, vi è il grido di dolore rivolto all’Assoluto, e la Sua ricerca continua e lontano dai linguaggi e dai dettami comuni.
E’ la strada in salita  che ogni Uomo compie da solo, al limite dei suoi limiti, è la sfida continuata e cominciata in solitaria ascesa di Gentili, dall’inizio della sua discesa sulla Terra, probabilmente da dentro il Ventre della Sua Stessa Madre, poiché per Lui , la Vita , è l’Arte, e l’Arte l’uso smodato del libero arbitrio, sempre e soprattutto contro il proprio comodo, il proprio agio.
Non c’è riposo non c’è riparo, non ci si può illudere, ne arrendere, solo “cercare” e la ricerca di G.G. è  filosofia pura, applicata alla materia , fusa, liquida, espansa del ferro piegato alla ragionevolezza, o del bronzo modellato alla forma: Alchimia del dolore. Da Socrate  a  Nietzsche, non’è il sedimento del pensiero che salva, cioè la scrittura,  ma il sentimento stesso del pensiero. Il  sentimento del pensiero, va al di là della stessa gnosi , investe nella cosmologia  e traccia percorsi esoterici, parallelismi che sfidano la teoria quantistica, e dentro questi percorsi, dell’infinitamente piccolo, e dell’infinitamente grande  si trova l’Opera di Giuseppe Gentili che è  pura  meccanica quantistica.
L’Opera, di G.G. produce  tanta e tale energia, come in un processo molecolare indotto,  che va  dal pensiero dell’Artista  al disegno, dal disegno alla realizzazione, dalla posta in essere  fino  ancora di nuovo al pensiero , nello scambio osmotico senza mai fine con l’altrui pensiero .  Una creazione di infinite  particelle di energia ad altissima velocità, che raggiungono infinite proiezioni di modelli di esistenze, non contemplate nel tempo ordinario,  che i più sintetizzano come vite straordinarie, mentre i più limitati chiamano, “soltanto follia”, e che Giuseppe Gentili  “FA ”Arte.
L’UNIVERSO è  PIU’ SIMILE AD UN GRANDE PENSIERO che Più AD UNA GRANDE MACCHINA”  (James Jeans astronomo fisico) le opere di G.G.  parlano di questo universo , ed anche i suoi disegni “viaggiano” ad esplosione di fasci di luce che squarciano certezze  di noi piccolo borghesi, il cui viaggio si è fermato dentro gli scaffali dei “supermercati del pensiero” dove la vita è in funzione del consumo, e il consumo della vita è narcotizzato.
L’Opera di Giuseppe Gentili,  irrompe ,in questo sonno indotto da un sistema innaturale, cui l’Uomo del nostro tempo è stato introdotto suo malgrado dal “potere”. L’occhio dell’Uomo medio, non più avvezzo, rimane impaurito o meglio inquieto davanti alle creature di Giuseppe Gentili , sente ma non legge,non decodifica quell’assemblaggio di forme e materia,  esseri e demoni, che sono in ogni Uomo , ma ogni Uomo non’è più in Se.
Allora l’Uomo del nostro tempo  rimuove, rinnega e giudica nel contemporaneo e del contemporaneo legge solo il: trash.
La cronologia dei termini e degli stili utilizzati per “spiegare” l’ arte,  non sono altro che  la trasposizione intellettuale del sistema marcio e compulsivo del consumo, e da cui Giuseppe Gentili  ha sempre preso le distanze. 
L’accezione intellettuale con cui porsi dinanzi all’Opera d’Arte, non è materia separata, come la critica ne ha fatto “uso” per  il mercato, bensì è “corpus” unico dell’Opera realizzata per G.G., ossia ogni Artista è il solo depositario del “Concetto” dell’Opera che crea, e ogni altra lettura comprese queste righe , ne sono comunque una mistificazione, a meno che, ci si privi di auto-referenzialità, auto-celebrazione , di regole auree e  assolute certezze, anzi,  si tolga a se stessi  per dare agli altri , a vantaggio delle emozioni , nell’incontro con l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande .
Come l’incontro con la paura o con il “ribrezzo” sentimenti  arcaici,  che però  possono  svegliarci , da uno stato soporoso di desertificazione mentale a cui il nostro cervello  è stato  abituato,  e da cui l’Opera di Giuseppe Gentili ci scuote.
Non si pensi di omologare Giuseppe Gentili  a una Sua opera, “L’Uomo di Sarajevo” piuttosto che al “Don Chischiotte”  al “Charlie Chaplin” o al”Il Terrorsimo” , realmente sono una Opera Sola, perché infinite sono le proiezioni dell’Umano devastato, dove il seme del Male coincide con quello del Bene, e di nuovo sempre e continuo, deve essere il suo flusso, e a Tutti, anche” a Quelli che non sono Abili”, come nel caso della “Madonna dei diversamente Abili “ è: concessa la vita, Unica vera Opera D’Arte per generare ancora Seme!! !.
E’ un ciclo che non ha mai fine,  cui nessuno può togliere il libero arbitrio, e chiudere l’accesso , alle molecole come agli spiriti, come celebra l’ ultima creatura di G.G. in fase d’opera, dal titolo :” ViTA”.
Esiste però un luogo della mente , che è anche il luogo della fisica applicata e, della fatica,per  G.G.  in cui Egli  tempera lo spirito, ed è un luogo dove millenni di sconvolgimenti geo-fisici si sono avvicendati   e ancora, si appresterà  a vivere un’altra migrazione. Questo luogo , dove si incastra la fucina dei pensieri e delle idee di Giuseppe, è nei monti di Camerino alle porte della catena dei Monti Sibillini, e’ qui che  L’Artista compie  in  una sorta di” passaggio astrale”,tutto quello che la Sua Vita e la produzione artistica contempla in una  grande opera sempre in divenire , “ENERGIA”.
Un Totem , in totale connessione con la Terra, dove la Terra è il luogo fisico dove si regge, e con gli Spiriti ,e gli Spiriti i soli Elementi che la costituiscono.
Energia, non ‘è solo l’opera Omnia ma diventa anche il simulacro che cela, risposte ed anatemi  lanciati da tutta una esistenza dall’Artista e che investe lo stesso G.G. di una sacralità che solo i posteri ne beneficeranno, quando le Sue Opere,  veri paramenti di un eterna battaglia  tra il bene e il male ,sfileranno come miraggi all’imbrunire nell’orizzonte dei Sibillini , a raccontare  di un viaggio mai finito, come mai finita sarà l’Opera Energia.
Un viaggio compiuto da un piccolo e grande Uomo Giuseppe Gentili che lo ha visto vincitore , un moderno  “Guerrin Meschino” che ha resistito alla Sibilla.

AntonellaVentura

Agosto 2010
 
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