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Maschera PDF Stampa

Maschera MASCHERA
Titolo opera: Maschera
Scultore: Giuseppe Gentili

Ogni opera d'ingegno, è protetta da copyright. Quindi testi, immagini e soprattutto le Opere sono rispettivamente di proprietá dello Scultore Giuseppe Gentili.

 
Cavaliere della Pace - opera dedicata a tutti i cavalieri del mondo di qualsiasi razza e religione PDF Stampa

opera Cavaliere della Pace dello sciltore Giuseppe Gentili opera Cavaliere della Pace dello sciltore Giuseppe Gentili CAVALIERE DELLA PACE
Titolo opera: Cavaliere della Pace
Scultore: Giuseppe Gentili
Luglio 2010 - dedicata a tutti i cavalieri del mondo di qualsiasi razza e religione.

Dimensioni: altezza cm.29 - larghezza cm.25 - profondità base cm.16

Prima copia donata (copyright) alla CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEI CAVALIERI CROCIATI GUARDIANI DI PACE.

 
Critica "OPERA" PDF Stampa

OPERA

"GIUSEPPE GENTILI"

OPERA, è la vita, il pensiero , le mani di un Uomo: Giuseppe Gentili, che mai si ferma  e s’acquieta, ma tutto è il fermento di un movimento che non ha fine, che segue un disegno consapevole e logico, dai contorni metafisici e le connotazioni cubo-futuristiche , le quali approdano ad  un’Arte , la Sua , in una condizione  fuori” dall’ordinario”, e che per lo stile può essere collocata, tra l’antico è il moderno.
Giuseppe Gentili, è il narratore di un epoca straordinaria che sta volgendo al termine ,  in cui l’uomo del suo tempo con la forza delle sue mani, e la maestria del suo ingegno ha rivoluzionato il rapporto uomo-macchina, e di cui il primo è diventato funzione del secondo. Da qui l’Opera di Gentili  la quale, assume anche un  valore storico, divenendo  una sorta di  icona , un “feticcio“ del rapporto insano dell’Uomo con la macchina, ma soprattutto del rapporto “strano” tra l’uomo e l’Assoluto che l’ha creato ,in quanto l’Uomo è : la Macchina-Mostro, cioè  la migliore macchina mai creata, è al contempo il peggior mostro mai esistito.
In ogni “creatura” di Giuseppe Gentili, vi è il grido di dolore rivolto all’Assoluto, e la Sua ricerca continua e lontano dai linguaggi e dai dettami comuni.
E’ la strada in salita  che ogni Uomo compie da solo, al limite dei suoi limiti, è la sfida continuata e cominciata in solitaria ascesa di Gentili, dall’inizio della sua discesa sulla Terra, probabilmente da dentro il Ventre della Sua Stessa Madre, poiché per Lui , la Vita , è l’Arte, e l’Arte l’uso smodato del libero arbitrio, sempre e soprattutto contro il proprio comodo, il proprio agio.
Non c’è riposo non c’è riparo, non ci si può illudere, ne arrendere, solo “cercare” e la ricerca di G.G. è  filosofia pura, applicata alla materia , fusa, liquida, espansa del ferro piegato alla ragionevolezza, o del bronzo modellato alla forma: Alchimia del dolore. Da Socrate  a  Nietzsche, non’è il sedimento del pensiero che salva, cioè la scrittura,  ma il sentimento stesso del pensiero. Il  sentimento del pensiero, va al di là della stessa gnosi , investe nella cosmologia  e traccia percorsi esoterici, parallelismi che sfidano la teoria quantistica, e dentro questi percorsi, dell’infinitamente piccolo, e dell’infinitamente grande  si trova l’Opera di Giuseppe Gentili che è  pura  meccanica quantistica.
L’Opera, di G.G. produce  tanta e tale energia, come in un processo molecolare indotto,  che va  dal pensiero dell’Artista  al disegno, dal disegno alla realizzazione, dalla posta in essere  fino  ancora di nuovo al pensiero , nello scambio osmotico senza mai fine con l’altrui pensiero .  Una creazione di infinite  particelle di energia ad altissima velocità, che raggiungono infinite proiezioni di modelli di esistenze, non contemplate nel tempo ordinario,  che i più sintetizzano come vite straordinarie, mentre i più limitati chiamano, “soltanto follia”, e che Giuseppe Gentili  “FA ”Arte.
L’UNIVERSO è  PIU’ SIMILE AD UN GRANDE PENSIERO che Più AD UNA GRANDE MACCHINA”  (James Jeans astronomo fisico) le opere di G.G.  parlano di questo universo , ed anche i suoi disegni “viaggiano” ad esplosione di fasci di luce che squarciano certezze  di noi piccolo borghesi, il cui viaggio si è fermato dentro gli scaffali dei “supermercati del pensiero” dove la vita è in funzione del consumo, e il consumo della vita è narcotizzato.
L’Opera di Giuseppe Gentili,  irrompe ,in questo sonno indotto da un sistema innaturale, cui l’Uomo del nostro tempo è stato introdotto suo malgrado dal “potere”. L’occhio dell’Uomo medio, non più avvezzo, rimane impaurito o meglio inquieto davanti alle creature di Giuseppe Gentili , sente ma non legge,non decodifica quell’assemblaggio di forme e materia,  esseri e demoni, che sono in ogni Uomo , ma ogni Uomo non’è più in Se.
Allora l’Uomo del nostro tempo  rimuove, rinnega e giudica nel contemporaneo e del contemporaneo legge solo il: trash.
La cronologia dei termini e degli stili utilizzati per “spiegare” l’ arte,  non sono altro che  la trasposizione intellettuale del sistema marcio e compulsivo del consumo, e da cui Giuseppe Gentili  ha sempre preso le distanze. 
L’accezione intellettuale con cui porsi dinanzi all’Opera d’Arte, non è materia separata, come la critica ne ha fatto “uso” per  il mercato, bensì è “corpus” unico dell’Opera realizzata per G.G., ossia ogni Artista è il solo depositario del “Concetto” dell’Opera che crea, e ogni altra lettura comprese queste righe , ne sono comunque una mistificazione, a meno che, ci si privi di auto-referenzialità, auto-celebrazione , di regole auree e  assolute certezze, anzi,  si tolga a se stessi  per dare agli altri , a vantaggio delle emozioni , nell’incontro con l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande .
Come l’incontro con la paura o con il “ribrezzo” sentimenti  arcaici,  che però  possono  svegliarci , da uno stato soporoso di desertificazione mentale a cui il nostro cervello  è stato  abituato,  e da cui l’Opera di Giuseppe Gentili ci scuote.
Non si pensi di omologare Giuseppe Gentili  a una Sua opera, “L’Uomo di Sarajevo” piuttosto che al “Don Chischiotte”  al “Charlie Chaplin” o al”Il Terrorsimo” , realmente sono una Opera Sola, perché infinite sono le proiezioni dell’Umano devastato, dove il seme del Male coincide con quello del Bene, e di nuovo sempre e continuo, deve essere il suo flusso, e a Tutti, anche” a Quelli che non sono Abili”, come nel caso della “Madonna dei diversamente Abili “ è: concessa la vita, Unica vera Opera D’Arte per generare ancora Seme!! !.
E’ un ciclo che non ha mai fine,  cui nessuno può togliere il libero arbitrio, e chiudere l’accesso , alle molecole come agli spiriti, come celebra l’ ultima creatura di G.G. in fase d’opera, dal titolo :” ViTA”.
Esiste però un luogo della mente , che è anche il luogo della fisica applicata e, della fatica,per  G.G.  in cui Egli  tempera lo spirito, ed è un luogo dove millenni di sconvolgimenti geo-fisici si sono avvicendati   e ancora, si appresterà  a vivere un’altra migrazione. Questo luogo , dove si incastra la fucina dei pensieri e delle idee di Giuseppe, è nei monti di Camerino alle porte della catena dei Monti Sibillini, e’ qui che  L’Artista compie  in  una sorta di” passaggio astrale”,tutto quello che la Sua Vita e la produzione artistica contempla in una  grande opera sempre in divenire , “ENERGIA”.
Un Totem , in totale connessione con la Terra, dove la Terra è il luogo fisico dove si regge, e con gli Spiriti ,e gli Spiriti i soli Elementi che la costituiscono.
Energia, non ‘è solo l’opera Omnia ma diventa anche il simulacro che cela, risposte ed anatemi  lanciati da tutta una esistenza dall’Artista e che investe lo stesso G.G. di una sacralità che solo i posteri ne beneficeranno, quando le Sue Opere,  veri paramenti di un eterna battaglia  tra il bene e il male ,sfileranno come miraggi all’imbrunire nell’orizzonte dei Sibillini , a raccontare  di un viaggio mai finito, come mai finita sarà l’Opera Energia.
Un viaggio compiuto da un piccolo e grande Uomo Giuseppe Gentili che lo ha visto vincitore , un moderno  “Guerrin Meschino” che ha resistito alla Sibilla.

AntonellaVentura

Agosto 2010
 
Intervista a Giuseppe Gentili sul periodico internazionale SI-TIMES PDF Stampa

Intervista a Giuseppe Gentili sul periodico internazionale SI-TIMES - Fotografia di FrancoEsse Il lungo addio di GIUSEPPE GENTILI …Alle convenzioni.
Intervista a GIUSEPPE GENTILI di Antonella Ventura

In MOSTRA “OPERA” a POTENZA PICENA
Sala  Boccabianca
dal 16  settembre  al 26 settembre 2010
A cura  di  antonella ventura

L’incontro con Giuseppe Gentili , uno degli artisti che della terra delle marche  ne rappresenta l’essenza stessa di un medesimo racconto, fatto di sacro e profano , avviene per strada, l’antica statale che collega la provincia di macerata ai monti azzurri di camerino, sotto un leccio secolare che separa due mondi e ben piu’ di una generazione.
Artista, scultore ,istrionico personaggio di un italia che non c’e’ piu’ e che incontrandolo forse da vicino, non c’e’ mai stata, in quanto  “anarchica”, Giuseppe Gentili ci fa respirare, un mondo dell’arte , puro , incondizionato, nonostante le macchine della superstarada vicino, e le sigarette nervosamente fumate dallo  stesso, l’aria qui e’ diversa!
E diverso lo e’ davvero Giuseppe Gentili, non identificabile a nessuno , se non a  un pregresso “disegno” che di stesso ha proiettato nella sua esistenza e di cui ora  cerchero’ di dipanarne le trame…..

 

1) - COSA DIFFERENZIA LA SCULTURA PER LEI DA ALTRE FORME ESPRESSIVE ARTISTICHE?
Il mio mondo artistico nasce dal Disegno, dove per disegno s’intende  la proiezione geometrica della tridimensionalita’ dell’uomo, delle sue emozioni, sempre in bianco e nero, e’ naturale che poi approdi alla scultura . L’arrivo alla scultura poi muove altre leggi della fisica, che hanno mosso i primi passi insieme all’uomo sulla terra, come la fusione dei metalli.

2) - Gentili  allora la Sua e’ un opera  antropologica, ossia di ricerca di quelle componenti fisiche e metafisiche, che muovono l’evoluzione umana?
La mia opera nasce da una necessita’ che mi muove da dentro e come un  vortice dalle mie mani esce in un disegno. la necessita’, e’ quella  di  vivere non tanto per vivere,  ma provarne a sentire UN  senso, indi  misurarlo, e da questi miei “codici” plasmare una forma.  Una forma  che non corrisponde propriamente ad un  uomo “amabile”, o ad  un’ideale  neo-classico, bensi’ a’ quell’uomo che la societa’ tende a reprimere , poiche’ scomodo , irritante,  in quanto svela quegli istinti primari che lo attaccano alla vita-materia , per questo amo lavorare il ferro , si ossida man non finisce. La mia opera resiste, coriacea, ad ogni tentativo di assimilazione all’altrui pensiero, e parla di quelle “cose”  che l’occhio umano non vuol vedere come: la guerra  (ved. l’uomo di saraievo) avvilimento della coscienza umana.
3) - La coscienza umana  si “ respira” anche nella teoria  di darwin?
In quel caso ho lavorato il bronzo come a sigillare un percorso , un patto, con la storia, la nostra, che ci avvicina agli  animali, e non ne prende  le distanze . Il mio Animale è docile , perche’ lo lascio libero, e’ l’Umano che e’ feroce, non accetta  limiti.
4 ) - Eppure un eroe positivo l’ha realizzato anche Lei , il Don Chisciotte di Cervantes?
E’ vero l’ho realizzato, poetico e disincatato, di ferro  e di 6 metri, e non alle misure giuste per l’altrui commissione , 1 mt. da tenere in giardino, come un cagnolino da esibire per il suo mantello. Il mio Don Chisciotte , e’ povero e nobile, lo si guarda con il naso all’insu’ appartiene al cielo, come tutti i sognatori, il mio Don Chisciotte non e’ mio , ma sono Io che sono Figlio Suo.
5) - Anche la Sua Ultima Creatura ha una “sembianza” poetica ed Elevata,  il cavaliere della Pace?
Piu’ che elevata “il cavaliere della Pace” e’ un’opera che per il Suo contenuto e’ irraggiungibile. Mi sono impegnato a vederla e plasmarla, circoncentrica , al contempo a spirale ,come nelle pulsioni ove  l’uomo tende a dissimulare i suoi egoismi. L’uomo nasconde sotto il mantello la sua sete di gloria, e sfodera la  spada solo quando a fame.
La guerra e’ fame , Fame di Pane, Fame di Dio, il Pane  nella nostra Cultura e’  :Dio - Uomo.
6) - Nella Sua Opera Sacra il Suo Dio , e’ Quasi sempre un Cristo  scarnificato dal Ferro?
Il mio Cristo e’ l’Uomo. E l’ uomo e’ la piu’ grande scommessa di DIO.  Una scommessa ancora aperta ma certo , dolorosissima, e come puo’, il dolore essere rappresentato se non nella privazione? Dio si e’ Privato dell’Uomo nel Suo Disegno primario, e ancora si e’ privato “Con Cristo.”Il mio Cristo allora , e’ Privo di ogni orpello, e’ solo ferro, stringato, sudato, piagato , fuso: e “ I N C H I O D A T O” per Sempre  alla terra.
7) - Eppure la Terra nella Sua  Sacra  rappresentazione non’ “custudita” dalla  Santa Madre?  
La Madre la eleva la terra! La Madre e’ tra il Cielo e la Terra , impera sul il male  e governa lo spazio, da qui la “ Madre dello Spazio”, lo spazio non ha mai fine e ritorna ovunque in un ventre.
8) - La Sua  ulitma  Madre e’ una madre mite e terrena: La Madonnina dei Diversamente Abili, una scelta piu’ di basso profilo?
Non  scelgo quello che sento, ma realizzo quello che sento. la Diversita’ e’ la  strada che mi appartiene, e sono felice di rappresentarla, ognuno di noi e’ Diverso, e nessuna regola, classe sociale o altro, potra’ cambiare il lungo cammino della nostra unicita’ come esseri.

La poverta’ spirituale di questo nostro tempo , “bolla” diverso chi e’ menomato di una qualche funzione, poiche’ si esiste solo se si produce.

 con la mia vita e con  la mia Umile  Opera invece io “ urlo” che si  ESISTE  comunque…..Sempre.

Dopo questa chiosa di Giuseppe Gentili , l’arsura e’ ancora piu’ forte, e non  solo  per il caldo di questa giornata  afosa di luglio , ma per l’energia contagiosa di un Uomo che percorre da sempre una strada  al limite,  come  in un  lungo addio  alle convenzioni  e dalla  stupidita’.

 

AntonellaVentura

Fotografia: FrancoEsse

Luglio 2010
 
Mostra presso la sala Polifunzionale del Museo “Venanzo Crocetti” a Roma PDF Stampa

Il Presidente della Fondazione Venanzo Crocetti l’On. Antonio Tancredi ha il piacere di invitare la S.V. all’inaugurazione della mostra delle opere di Giuseppe Gentili. La manifestazione avrà luogo lunedì 15 settembre 2008 alle ore 18.00 presso la sala Polifunzionale del Museo “Venanzo Crocetti” in Via Cassia, 492 (Roma).

La mostra resterà aperta fino al 15 ottobre 2008.

Invito della Mostra  

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Sala Polifunzionale del Museo “Venanzo Crocetti”
15 settembre- 15 ottobre 2008
Via Cassia, 492 (Roma)

Orario d’apertura
dal giovedì al lunedì: 10.00-17.00
martedì e mercoledì: chiuso