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Il lungo addio di GIUSEPPE GENTILI …Alle convenzioni.
Intervista a GIUSEPPE GENTILI di Antonella Ventura
In MOSTRA “OPERA” a POTENZA PICENA
Sala Boccabianca dal 16 settembre al 26 settembre 2010
A cura di antonella ventura
L’incontro con Giuseppe Gentili , uno degli artisti che della terra delle marche ne rappresenta l’essenza stessa di un medesimo racconto, fatto di sacro e profano , avviene per strada, l’antica statale che collega la provincia di macerata ai monti azzurri di camerino, sotto un leccio secolare che separa due mondi e ben piu’ di una generazione.
Artista, scultore ,istrionico personaggio di un italia che non c’e’ piu’ e che incontrandolo forse da vicino, non c’e’ mai stata, in quanto “anarchica”, Giuseppe Gentili ci fa respirare, un mondo dell’arte , puro , incondizionato, nonostante le macchine della superstarada vicino, e le sigarette nervosamente fumate dallo stesso, l’aria qui e’ diversa!
E diverso lo e’ davvero Giuseppe Gentili, non identificabile a nessuno , se non a un pregresso “disegno” che di stesso ha proiettato nella sua esistenza e di cui ora cerchero’ di dipanarne le trame…..
1) - COSA DIFFERENZIA LA SCULTURA PER LEI DA ALTRE FORME ESPRESSIVE ARTISTICHE?
Il mio mondo artistico nasce dal Disegno, dove per disegno s’intende la proiezione geometrica della tridimensionalita’ dell’uomo, delle sue emozioni, sempre in bianco e nero, e’ naturale che poi approdi alla scultura . L’arrivo alla scultura poi muove altre leggi della fisica, che hanno mosso i primi passi insieme all’uomo sulla terra, come la fusione dei metalli.
2) - Gentili allora la Sua e’ un opera antropologica, ossia di ricerca di quelle componenti fisiche e metafisiche, che muovono l’evoluzione umana?
La mia opera nasce da una necessita’ che mi muove da dentro e come un vortice dalle mie mani esce in un disegno. la necessita’, e’ quella di vivere non tanto per vivere, ma provarne a sentire UN senso, indi misurarlo, e da questi miei “codici” plasmare una forma. Una forma che non corrisponde propriamente ad un uomo “amabile”, o ad un’ideale neo-classico, bensi’ a’ quell’uomo che la societa’ tende a reprimere , poiche’ scomodo , irritante, in quanto svela quegli istinti primari che lo attaccano alla vita-materia , per questo amo lavorare il ferro , si ossida man non finisce. La mia opera resiste, coriacea, ad ogni tentativo di assimilazione all’altrui pensiero, e parla di quelle “cose” che l’occhio umano non vuol vedere come: la guerra (ved. l’uomo di saraievo) avvilimento della coscienza umana.
3) - La coscienza umana si “ respira” anche nella teoria di darwin?
In quel caso ho lavorato il bronzo come a sigillare un percorso , un patto, con la storia, la nostra, che ci avvicina agli animali, e non ne prende le distanze . Il mio Animale è docile , perche’ lo lascio libero, e’ l’Umano che e’ feroce, non accetta limiti.
4 ) - Eppure un eroe positivo l’ha realizzato anche Lei , il Don Chisciotte di Cervantes?
E’ vero l’ho realizzato, poetico e disincatato, di ferro e di 6 metri, e non alle misure giuste per l’altrui commissione , 1 mt. da tenere in giardino, come un cagnolino da esibire per il suo mantello. Il mio Don Chisciotte , e’ povero e nobile, lo si guarda con il naso all’insu’ appartiene al cielo, come tutti i sognatori, il mio Don Chisciotte non e’ mio , ma sono Io che sono Figlio Suo.
5) - Anche la Sua Ultima Creatura ha una “sembianza” poetica ed Elevata, il cavaliere della Pace?
Piu’ che elevata “il cavaliere della Pace” e’ un’opera che per il Suo contenuto e’ irraggiungibile. Mi sono impegnato a vederla e plasmarla, circoncentrica , al contempo a spirale ,come nelle pulsioni ove l’uomo tende a dissimulare i suoi egoismi. L’uomo nasconde sotto il mantello la sua sete di gloria, e sfodera la spada solo quando a fame.
La guerra e’ fame , Fame di Pane, Fame di Dio, il Pane nella nostra Cultura e’ :Dio - Uomo.
6) - Nella Sua Opera Sacra il Suo Dio , e’ Quasi sempre un Cristo scarnificato dal Ferro?
Il mio Cristo e’ l’Uomo. E l’ uomo e’ la piu’ grande scommessa di DIO. Una scommessa ancora aperta ma certo , dolorosissima, e come puo’, il dolore essere rappresentato se non nella privazione? Dio si e’ Privato dell’Uomo nel Suo Disegno primario, e ancora si e’ privato “Con Cristo.”Il mio Cristo allora , e’ Privo di ogni orpello, e’ solo ferro, stringato, sudato, piagato , fuso: e “ I N C H I O D A T O” per Sempre alla terra.
7) - Eppure la Terra nella Sua Sacra rappresentazione non’ “custudita” dalla Santa Madre?
La Madre la eleva la terra! La Madre e’ tra il Cielo e la Terra , impera sul il male e governa lo spazio, da qui la “ Madre dello Spazio”, lo spazio non ha mai fine e ritorna ovunque in un ventre.
8) - La Sua ulitma Madre e’ una madre mite e terrena: La Madonnina dei Diversamente Abili, una scelta piu’ di basso profilo?
Non scelgo quello che sento, ma realizzo quello che sento. la Diversita’ e’ la strada che mi appartiene, e sono felice di rappresentarla, ognuno di noi e’ Diverso, e nessuna regola, classe sociale o altro, potra’ cambiare il lungo cammino della nostra unicita’ come esseri.
La poverta’ spirituale di questo nostro tempo , “bolla” diverso chi e’ menomato di una qualche funzione, poiche’ si esiste solo se si produce.
con la mia vita e con la mia Umile Opera invece io “ urlo” che si ESISTE comunque…..Sempre.
Dopo questa chiosa di Giuseppe Gentili , l’arsura e’ ancora piu’ forte, e non solo per il caldo di questa giornata afosa di luglio , ma per l’energia contagiosa di un Uomo che percorre da sempre una strada al limite, come in un lungo addio alle convenzioni e dalla stupidita’.
AntonellaVentura
Fotografia: FrancoEsse
Luglio 2010
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